Far poesia vuol dire riconoscersi.- Sergio Solmi
Far poesia vuol dire riconoscersi.
Il sonno e l'estate sono le ultime risorse del vecchio.
Eppure, e forse perciò stesso, soltanto le passioni possono farci veramente conoscere qualcosa di noi. L'odio l'amore, il disgusto, l'umiliazione, soprattutto l'umiliazione. Essa incide spesso in noi un pensiero rigoroso, come un lampo, nella notte, ci rivela le ramificazioni di una foresta.
C'è un detto popolare: "ha ragione da vendere". Ma se il venditore va al mercato, chi gliela compera? La ragione, ai nostri giorni, è convenientemente squalificata.
Sospetto che l'erezione della statua alla Dea Ragione coincida con l'inaugurazione della ghigliottina.
La poesia non è una liberazione di emozioni, ma una fuga dalle emozioni.
Amo l'atletica perché è poesia Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta.
La sfida della grande poesia è il male più brutto, il male tragico, l'irreparabile perdizione o distruzione o condanna dell'innocente.
I poeti sono dannati ma non son ciechi, vedono gli occhi degli angeli.
La poesia è uno specchio che rende bello ciò che è distorto.
La poesia degli antichi era quella del possesso, la poesia dei moderni è quella dello struggimento.
La poesia, costretta a essere poesia sociale, poesia civile, poesia patriottica, intristisce sui libri, avvizzisce nell'aria chiusa della scuola, e finalmente ammala di retorica, e muore. E noi di questa pseudopoesia ne abbiamo tanta.
La poesia l'ho letta perché mi piaceva, mica per dare degli esami alla facoltà di Lettere!
Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.
Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso e passione.