Il sonno e l'estate sono le ultime risorse del vecchio.- Sergio Solmi
Il sonno e l'estate sono le ultime risorse del vecchio.
Non sgomentarsi dei nostri sbagli, delle trappole in cui incappiamo. Non sono mai insuperabili. Lasciarsi condurre per mano dalla vita.
Poesia, accordo supremo del nostro essere con se medesimo. Far poesia, in fondo, vuol dire senz'altro riconoscersi. Quando la parola è accettata senza reticenze, quando la parola non forza nulla, e le basta lasciarsi dire.
C'è un detto popolare: "ha ragione da vendere". Ma se il venditore va al mercato, chi gliela compera? La ragione, ai nostri giorni, è convenientemente squalificata.
Guai della vecchiaia: non potere sollevare un fuscello senza sentirsi morire.
Far poesia vuol dire riconoscersi.
L'estate che fugge è un amico che parte.
Quando il cardo fiorisce e da un albero la cicala canoradiffonde l'armonioso frinire battendo le ali, è giuntoil tempo dell'estate, all'ombra e con il cuore sazio,beviamo allora il vino generoso godendo del dolce alitaredi Zefiro sul viso.
Estate. Un'estate è sempre «eccezionale», calda o fredda, secca o umida che sia.
Pianificazione: Inverno a Montecarlo. Estate alle Bahamas. Autunno in Scozia. Primavera a Capri... L'anno è sistemato. La coscienza no.
L'estate stava facendo posto all'autunno tirandosi più in là, come un nonno sulla panca del focolare che si sposta per far spazio al nipote.
Le estati brevi, spesso sono delle primavere precoci.
Ora è l'inverno della nostra scontentezza reso gloriosa estate dal riscaldamento centralizzato.
L'estate più famosa fu quella del '68. Era così caldo che i coccodrillini scappavano dalle magliette e andavano a tuffarsi nelle granite al tamarindo.
L'estate era alle porte e mia sorella alla finestra.