Il sonno e l'estate sono le ultime risorse del vecchio.- Sergio Solmi
Il sonno e l'estate sono le ultime risorse del vecchio.
Non sgomentarsi dei nostri sbagli, delle trappole in cui incappiamo. Non sono mai insuperabili. Lasciarsi condurre per mano dalla vita.
Far poesia vuol dire riconoscersi.
L'idea vive tutta nello sforzo che facciamo per intenderla, vive cioè quando non esiste ancora. Perciò in ogni idea persistono sempre zone d'ombra, irresolute. L'idea perfettamente chiara, perfettamente compresa, è un'idea morta.
C'è un detto popolare: "ha ragione da vendere". Ma se il venditore va al mercato, chi gliela compera? La ragione, ai nostri giorni, è convenientemente squalificata.
Guai della vecchiaia: non potere sollevare un fuscello senza sentirsi morire.
Quest'estate fa così caldo che i sexy shop si sono messi a vendere i Calippo.
Fai che per te io sia l'estate anche quando saran fuggiti i giorni estivi.
Gli ex presidenti rapinano banche per finanziarsi un'estate senza fine.
Le estati volano sempre, gli inverni camminano!
Non c'è niente che sappia di morte più del sole in estate della gran luce, della natura esuberante. Tu fiuti l'aria e senti il bosco e ti accorgi che piante e bestie se ne infischiano di te. Tutto vive e si macera in se stesso. La natura è la morte.
C'è stato un periodo in cui tutto pareva immobile nella sua perfezione, come se il tempo non fosse in movimento ma fissato sulla cartolina di un'estate felice.
L'estate è emotiva, relativa, esagerata. In una parola: italiana.
Il riposo non è ozio, e giacere qualche volta sull'erba in un giorno d'estate ascoltando il mormorio dell'acqua, o guardando le nuvole fluttuare nel cielo, è difficilmente uno spreco di tempo.
Estate. Un'estate è sempre «eccezionale», calda o fredda, secca o umida che sia.
Mi sono preso una cotta formidabile. Fra fuochi e chitarre, in riva al mare e dentro un sacco a pelo. Perché tutti, una volta nella vita, abbiamo diritto di credere che le canzoni dell'estate siano state scritte apposta per noi.