La politica oggi è un segnale debole, e non può avere un ascoltatore forte. Verrebbe disintegrata.- Simone Perotti
La politica oggi è un segnale debole, e non può avere un ascoltatore forte. Verrebbe disintegrata.
Le speranze possibili servono a metterci al riparo dalla disperazione.
Assisteremo a piroscafi carichi di italiani che viaggiano in terza classe verso la Cina e l'India invece che verso l'America?
Il consumismo ha vinto laddove nessuna ideologia, credo o fede hanno potuto prevalere.
La perdita di importanza delle scienze umane e segnatamente della filosofia è una delle cause della nostra decadenza. Da troppo tempo i filosofi non ispirano le vite degli uomini. E i risultati si vedono.
Chi conosce la propria debolezza è realmente più forte di chi crede ciecamente alla propria forza.
La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa.
S'era dunque accorto, prima quasi di toccar gli anni della discrezione, d'essere, in quella società, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.
Invecchiando si perdonano nel giovane le debolezze tipiche e ricorrenti ma si prendono in odio profondo quelle rare e rivelatrici.
Il debole debilita il forte. Il forte lo mangia!
Nei disastri pubblici l'umana debolezza inclina sempre a sospettarne cagioni stravaganti anzi che crederli effetti del corso naturale delle leggi fisiche.
Se siamo deboli nella preghiera siamo deboli ovunque.
La storia delle donne è la storia della peggior forma di tirannia mai vista al mondo. La tirannia del più debole sul più forte. È la sola tirannia che duri.
Chi pensa che noi All Blacks siamo vulnerabili, lo fa a suo rischio e pericolo.
Nulla è più ripugnante della maggioranza: giacché essa consiste in alcuni forti capi, in bricconi che si adattano, in deboli che si assimilano, e nella massa che trotta dietro senza sapere minimamente quello che vuole.