La violenza ha le proprie radici nella debolezza.— Lucio Anneo Seneca
La violenza ha le proprie radici nella debolezza.
Le idee migliori sono proprietà di tutti.
L'invidia si volge alle cose vicine, mentre quelle lontane sono guardate con animo schietto e sincero. La vita del saggio, dunque, spazia per ogni dove, è senza tempo, non è limitata, come quella degli altri mortali.
Che cosa aspetti? Di aver esaudito tutti i tuoi desideri? Non arriverà mai quel momento.
Una mano lava l'altra.
È vergognoso dire una cosa e pensarne un'altra: ma scrivere una cosa e pensarne un'altra lo è ancora di più.
Io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Quindi siate scaltri come serpenti e innocenti come colombe.
Il debole non può mai perdonare. Il perdono è un attributo del forte.
L'impotenza genera la paura. Distrugge le nostre reazioni, l'intelligenza, il buon senso, e apre la porta alla debolezza.
Il coraggio non deve dare diritti per soperchiare il debole.
Il male è attratto dai più poveri e dai più deboli. Quando Dio colpisce, colpisce il più debole.
Non bisogna mai fare società con i più forti e i più furbi perché il debole o l'ingenuo ne uscirà sempre con le ossa rotte.
I deboli non possono perdonare. Il perdono è l'attributo dei forti.
La trascendenza non si manifesta quando superiamo il livello umano ma precisamente laddove riconosciamo questo livello umano, quando riconosciamo la nostra debolezza.
Anche il debole vince il forte nelle cose giuste.
La rozzezza è l'imitazione della forza da parte dell'uomo debole.