La rabbia impotente fa miracoli.- Stanislaw J. Lec
La rabbia impotente fa miracoli.
Nella lotta alle idee muoiono gli uomini.
Alla fine raggiunsero un'intesa. Decisero amichevolmente di essere nemici.
Il dialogo di due deficienti è uguale al monologo di due semideficienti.
Chissà che cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli avesse sbarrato la strada.
Un vero buffone non può farsi beffe di un vero buffone. Uno dei due deve essere falso.
Proprio e naturale della virtù è godere e gioire: adirarsi non è conforme alla sua dignità, non più che essere triste; eppure la tristezza è compagna dell'iracondia, e ogni forma d'ira si risolve in essa, sia dopo il pentimento sia dopo l'insuccesso.
Una risposta gentile calma la collera, una parola pungente eccita l'ira.
Tutte le passioni immoderate ci portano danno alla vita civile, ma nessuna è più perniciosa dell'iracondia.
Ero arrabbiato con il mio amico: Io glielo dissi, e la rabbia finì. Ero arrabbiato con il nemico: Non ne parlai, e la rabbia crebbe.
Un adirato può non essere irascibile, un irascibile, talvolta, può non essere adirato.
L'ira trasforma nel suo contrario tutto ciò che è ottimo e giustissimo. Non consente che si ricordi di alcun dovere colui che da essa è posseduto: fa di un padre un avversario, d'un figlio un parricida, d'una madre una matrigna, d'un cittadino un nemico, d'un re un tiranno.
L'ira è temuta come il buio dai bimbi e una piuma rossa dalle fiere. Essa non ha in sé alcunché di saldo o di forte, ma impressiona gli animi fatui.
L'ira senza forze è vana.
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio.
Nessuno diventa più forte adirandosi, tranne colui che senz'ira non sarebbe stato forte.