La rabbia impotente fa miracoli.- Stanislaw J. Lec
La rabbia impotente fa miracoli.
Si può seguire coerentemente uno scopo per tutta la vita, se quello si sposta di continuo.
Il gallo canta persino la mattina in cui finisce in pentola.
Il momento in cui si riconosce la mancanza di talento è un lampo di genio.
Non siate crudeli: non raddolcite la vita ai masochisti!
Il dialogo di due deficienti è uguale al monologo di due semideficienti.
Nessuno diventa più forte adirandosi, tranne colui che senz'ira non sarebbe stato forte.
L'ira è temuta come il buio dai bimbi e una piuma rossa dalle fiere. Essa non ha in sé alcunché di saldo o di forte, ma impressiona gli animi fatui.
Proprio e naturale della virtù è godere e gioire: adirarsi non è conforme alla sua dignità, non più che essere triste; eppure la tristezza è compagna dell'iracondia, e ogni forma d'ira si risolve in essa, sia dopo il pentimento sia dopo l'insuccesso.
Colui che ha l'amore rende a sé estranea l'ira, ma chi coltiva l'odio raccoglie per sé fatiche inopportune.
Ira è breve furor.
Tutte le passioni immoderate ci portano danno alla vita civile, ma nessuna è più perniciosa dell'iracondia.
Un adirato può non essere irascibile, un irascibile, talvolta, può non essere adirato.
Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile. Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto: questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.
L'ira è il ricordo di un odio nascosto o di un rancore.
La rabbia che si manifesta ci mostra che non eravamo in sintonia con la nostra sensibilità più profonda. Quindi non dobbiamo reprimere la rabbia, bensì parlare con essa.