Garraty si sentì sopraffare ancora una volta dal fascino della morte, e cercò di scacciarlo.- Stephen King
Garraty si sentì sopraffare ancora una volta dal fascino della morte, e cercò di scacciarlo.
Scrivere è un'articolazione raffinata del pensare.
Rigettare il passato quando il presente è anche peggio fa sì che parte del vomito abbia quasi l'aspetto gustoso.
Non sappiamo quali saranno i giorni che cambieranno la nostra vita. Probabilmente è meglio così.
Se un uomo attraversa una stanza buia dove c'è una voragine, se ci passa a pochi millimetri, non c'è bisogno che sappia che c'è mancato un pelo a cascarci dentro. Non c'è bisogno di avere paura. Basta che le luci restino spente.
Non puoi capire che smania m'investe quando vedo passare una donna che muove il culo stretto in una gonna gialla nel cielo serale celeste.
L'ho adorato, ma non abbiamo mai fatto l'amore. Era la sua testa che mi interessava. Avrei voluto entrarci dentro e restarci per tutta la vita.
Sa qual è il vero fascino del matrimonio? È che rende l'inganno una necessità per le due parti.
Non è forse vero che il volto più affascinante delle cose è proprio nel riflesso del sogno che le stesse cose sanno nutrire? Sono stati sempre quei grandi silenzi a sedurre la mia immaginazione.
I cavalli sono animali affascinanti, stupidi come lampioni ma intuitivi, quasi paragonabili alle pupe del liceo, non hanno materia grigia ma sanno quando qualcuno vuole montarle.
Lei è una persona bellissima, meravigliosa, e ci aspettiamo una felice e meravigliosa notte - ehm, vita.
- Le donne vengono a letto con te se scrivi un libro? - Vengono a letto con te anche se scrivi un brutto libro!
Colei che desidera piacere a molti, desidera peccare.
Quando nel 1985, a 17 anni, Becker ha vinto il suo primo Wimbledon, ha praticamente messo fine al fascino e al valore dei tornei juniores. Sostenuto da una struttura fisica superiore alla sua età, Becker è stato capace di sviluppare un gioco offensivo unendo potenza e acrobazia.
Tutte le persone affascinanti hanno qualcosa da nascondere: di solito la loro totale dipendenza dall'apprezzamento degli altri.