La gavetta da attore l'ho fatto a teatro.- Steve Buscemi
La gavetta da attore l'ho fatto a teatro.
Fare il regista per la televisione è veramente duro, bisogna essere veloci. Per girare un'ora di show servono sette giorni.
Non è previsto che i film ambientati in prigione vengano fatti vedere ai carcerati, specialmente quelli in cui si parla di fuga.
Esiste una verità universale ed è: non dare mai la tua carta di credito a una donna.
Una città senza il teatro è una città incivile.
La carriera della maggior parte di quelli che fanno teatro è fatta di delusioni.
Il teatro mi ha insegnato a non lasciare spazi vuoti nello spettacolo.
Un teatro è stato ceduto in base alle leggi di mercato, il che significa che un'intera generazione che dovrebbe essere in grado di fare teatro così come lo vediamo, ne è stata completamente privata.
Dopo che mi ero sistemato avrei voluto fare un cinema più serio e mi sono messo a fare teatro, mi sono comprato la libertà: Feydeau, Shakespeare, Pirandello.
Nella vita privata sono molto riservato, mentre sul palco mi apro.
Il teatro è qualcosa che ho molto desiderato e molto preparato. Necessita di una tensione che non può cedere.
Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C'è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo.
La qualità di un musical è inversamente proporzionale al numero di volte che il coro dice 'Hurrà!'.
A due anni mi portarono in scena dentro uno scatolone legata proprio come una bambola perché non scivolassi fuori. E così il mio destino fu segnato. Da "Pupatella" attraverso la poupée francese, divenni per tutti "Pupella" nel teatro e nella vita.