Il teatro mi ha insegnato a non lasciare spazi vuoti nello spettacolo.- Lucilla Agosti
Il teatro mi ha insegnato a non lasciare spazi vuoti nello spettacolo.
Un reggiseno e una mutandina, ma ancor di più una guêpière e il reggicalze possono far scattare piacere, fantasia e quant'altro. In generale, direi che il discorso sull'intimo, per una donna, si lega al look, alla cura in ogni singolo dettaglio.
Adoro la biancheria intima. Credo che sia un'arma di seduzione molto importante per una donna. E anche un piacevole gioco.
Si recita al cinema e in televisione per avere i soldi per fare teatro.
Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario.
In teatro il corpo deve essere sempre concentrato su tutto. Devi sempre sapere dove sono i tuoi piedi. Non è possibile concentrarsi su un particolare, bisogna mantenere tutto il personaggio in maniera costante.
Ho avuto la critica più breve che sia mai stata pubblicata. Diceva: "Ieri sera al teatro è stato rappresentato "Domino". Perché?"
Come attore non ho preso molto da mio padre, perché sono piuttosto diverso da lui caratterialmente. Credo di aver preso da lui il rigore, una serietà professionale al limite della malattia mentale, che però mi è utile, soprattutto in teatro.
La tv è divertente, ma in teatro si sente il respiro della gente e la libertà del palcoscenico.
In teatro bisogna lavorare sodo per costruire un personaggio.
La cultura è un bene comune primario come l'acqua; i teatri le biblioteche i cinema sono come tanti acquedotti.
Io faccio del teatro, non della letteratura. E dal teatro tengo lontano tutto ciò che può danneggiarlo: i registi, i testi inutilmente intellettuali, gli scandali.
Ogni dramma inventato riflette un dramma che non s'inventa.