Il teatro mi ha insegnato a non lasciare spazi vuoti nello spettacolo.- Lucilla Agosti
Il teatro mi ha insegnato a non lasciare spazi vuoti nello spettacolo.
Un reggiseno e una mutandina, ma ancor di più una guêpière e il reggicalze possono far scattare piacere, fantasia e quant'altro. In generale, direi che il discorso sull'intimo, per una donna, si lega al look, alla cura in ogni singolo dettaglio.
Adoro la biancheria intima. Credo che sia un'arma di seduzione molto importante per una donna. E anche un piacevole gioco.
Nel teatro la parola è doppiamente glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello.
Il fine del teatro è quello di divertire.
Preferisco il teatro al cinema perché lo conosco di più ed ho più esperienza.
Pur troppo per qualche tempo l'arte nostra si è avvilita a segno di mendicar dalla musica i suffragi per tirar la gente al teatro.
Il teatro continua ad esistere, e non soltanto come abitudine, come modo d'impiego del tempo libero, ma come esigenza profonda e ineliminabile della vita sociale...
Mi sento più vivo in un teatro che in qualunque altro posto, ma quello che faccio in teatro l'ho preso dalla strada.
Ho amato ogni minuto di ogni ora che ho passato recitando a teatro.
Sono convinto che uno spettacolo teatrale sia bello se visto dal vivo, la sua registrazione invece è molto meno interessante.
Il drammaturgo descrive gli uomini. Per farlo prende degli attori.
L'esperienza teatrale mi ha aperto nuovi orizzonti, mi ha stimolato a sperimentare nuovi approcci e nuove idee nell'ambito della scultura stessa, in particolare per le opere di grandi dimensioni.