Come non cadere in ginocchio davanti l'altare della certezza.- Umberto Eco
Come non cadere in ginocchio davanti l'altare della certezza.
L'assenza è all'amore come il vento al fuoco: spegne il piccolo, fa avvampare il grande.
Un monaco dovrebbe certo amare i suoi libri con umiltà, volendo il ben loro e non la gloria della propria curiosità: me quello che per i laici è la tentazione dell'adulterio e per gli ecclesiastici regolari è la brama di richezze, questa per i monaci è la seduzione della conoscenza.
C'è una lussuria del dolore, come c'è una lussuria dell'adorazione e persino una lussuria dell'umiltà.
Tale è la forza del vero che, come il bene, è diffusivo di sé.
Di qualsiasi cosa i mass media si stanno occupando oggi, l'università se ne è occupata venti anni fa e quello di cui si occupa oggi l'università sarà riportato dai mass media tra vent'anni. Frequentare bene l'università vuol dire avere vent'anni di vantaggio.
Riconosco per mio solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico.
L'uomo non possiede che due certezze assolute: il piacere e il dolore. Esse orientano tutta la sua vita individuale e sociale.
L'io esiste anche se non riuscite ad identificarlo.
Il problema centrale della nostra epoca è come poter agire risolutamente in assenza di certezza.
L'unico momento in cui si può essere certi di qualcosa è quando si è certi di aver sbagliato.
Possiamo essere assolutamente certi solo di cose che non capiamo. Una dottrina che è compresa è spogliata della sua forza.
Un malfattore può avere la fortuna di rimanere nascosto; ma non ne ha mai la certezza.
Sperare soltanto nelle certezze; è più sicuro.
Credere è molto noioso. Dubitare è profondamente avvincente. Essere sul chi va là è vivere. Farsi cullare nella certezza è morire.