Come non cadere in ginocchio davanti l'altare della certezza.- Umberto Eco
Come non cadere in ginocchio davanti l'altare della certezza.
Un monaco dovrebbe certo amare i suoi libri con umiltà, volendo il ben loro e non la gloria della propria curiosità: me quello che per i laici è la tentazione dell'adulterio e per gli ecclesiastici regolari è la brama di richezze, questa per i monaci è la seduzione della conoscenza.
Ma l'esibizionista (tale il suo dramma) non ci consente di ignorare la sua vergogna.
L'eredità fondamentale dell'illuminismo sta tutta qui: c'è un modo ragionevole di ragionare e, se si tengono i piedi per terra, tutti dovrebbero concordare su quello che diciamo, perché anche in filosofia bisogna dare retta al buon senso.
L'assenza è all'amore come il vento al fuoco: spegne il piccolo, fa avvampare il grande.
Quelli della generazione del sessantotto pensavano che la rivoluzione fosse un caffè istantaneo.
Non abbiamo nessuna certezza neppure per un giorno intero.
Un malfattore può avere la fortuna di rimanere nascosto; ma non ne ha mai la certezza.
Riconosco per mio solo ciò che ho scritto con inchiostro simpatico.
Le cose di cui si è assolutamente certi non sono mai vere.
Ho poche certezze. E nessuna incrollabile.
Sperare soltanto nelle certezze; è più sicuro.
L'io esiste anche se non riuscite ad identificarlo.
Le certezze non sono di questo mondo. E quelle poche quasi sempre sono negative.
Se c'è una cosa di cui sono sicuro è che questo mondo non basta, e se non c'è altro se lo possono riprendere indietro tutto intero.