Agisci come se quel che fai facesse la differenza. La fa.— William James
Agisci come se quel che fai facesse la differenza. La fa.
Mentre una parte di ciò che noi percepiamo viene dagli oggetti che ci stanno dinanzi, attraverso i nostri organi di senso, un'altra parte (ed è possibile sia la parte maggiore) proviene sempre dal nostro cervello.
Criticare è valutare, impadronirsi, prendere possesso intellettuale, insomma stabilire un rapporto con la cosa criticata e farla propria.
Una pura emozione umana senza corpo è la non-entità.
Tutti gli ideali più alti, dotati di un maggior potere di penetrazione, sono rivoluzionari.
Per tutti i cambiamenti importanti dobbiamo intraprendere un salto nel buio.
Dobbiamo agire anche nei confronti degli ultimi proprio come vorremmo che il mondo agisse nei nostri.
Capita che un agire ponderato conti più di un pensare assennato.
Si è molto vicino al vero quando si dice che è facile dare dei consigli giusti e assennati agli altri, ma è difficile agire in modo giusto e assennato.
Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso.
Agire è credere.
Spiegare a qualcuno come è fatto, è un modo di autorizzarlo ad agire come desidera.
Occorre agire come se Dio esistesse.
Agisci in modo da considerare l'umanità, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo.
È molto meglio non agire piuttosto che agire inutilmente, frammentariamente, insufficientemente, come fa l'innumerevole superflua inane maggioranza degli uomini.
Agire e pensare come tutti non è mai una garanzia e non è sempre una giustificazione.