Il genio [...] è poco più che la facoltà di percepire in un modo inconsueto.- William James
Il genio [...] è poco più che la facoltà di percepire in un modo inconsueto.
Non ci può essere verità definitiva nell'etica più che nella fisica, finché l'ultimo uomo non abbia vissuto la sua esperienza e detto la sua parola.
Mentre una parte di ciò che noi percepiamo viene dagli oggetti che ci stanno dinanzi, attraverso i nostri organi di senso, un'altra parte (ed è possibile sia la parte maggiore) proviene sempre dal nostro cervello.
Non c'è nulla di così faticoso come sostenere l'eterno peso di un compito non concluso.
La religione, qualunque essa sia, è la reazione totale di un uomo alla vita, quindi perché non dire che qualsiasi reazione totale alla vita è una religione?
Per essere un buon filosofo, tutto ciò che è necessario è odiare il modo di ragionare degli altri.
È il genio, come una perla nell'ostrica, solo una splendida malattia?
Il genio è impegno.
Il genio non è altro che la fanciullezza richiamata a comando.
Il genio ha il difetto di venire da una famiglia, e può compensarlo soltanto se non ne lascia nessuna.
Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa.
Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.
Genio. Inutile ammirarlo, è una nevrosi.
È forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene.
Per genio intendo una inevitabile sveltezza e dirittura in un dato campo. La trouvaille. La schietta semplicità nel cogliere i mezzi efficaci.
Per la vita comune, pratica, in quanto adeguata alle energie spirituali normali, il genio è una dote scomoda e, come ogni anormalità, un ostacolo.