Tu sei sposato alla calamità.- William Shakespeare
Tu sei sposato alla calamità.
Ride delle cicatrici, chi non ha mai avuto una ferita.
Chiamami solo amore, e sarò ribattezzato.
L'Inglese è nato per cacciar l'infedele dalle sante pianure, che toccarono quei piedi divini, che per nostra salute furono, son già quattordici secoli, confitti in croce.
La ferita nell'intimo è quella ch'è di tutte più profonda.
Nulla possiamo dire "nostro" eccetto la morte.
È buffa la fortuna. Magari non ne vedi neanche l'ombra per anni e poi quando meno te l'aspetti, si presenta al tuo vicino di casa.
Sulle cime più alte cadono i fulmini, e dove incontrano maggiore resistenza arrecano più danno.
Gli amici che nella sfortuna non si dimostrano tali sono amici solo di nome, e non di fatto.
La sfortuna è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo capace, un abisso per i deboli.
Al gioco sono sfortunatissimo. Sono l'unico al mondo cui capita una mano di poker con cinque carte senza che ce ne siano due dello stesso seme.
- Penso di avere paura di essere felice.- Come puoi avere paura di una cosa del genere?- Perché quando sei felice, c'è sempre qualcosa che va storto.
Calamità: Le calamità sono di due tipi: la nostra sfortuna e la fortuna degli altri.
A nessuno la fortuna pare tanto cieca quanto a coloro che non ne sono beneficati.
Sfigati del mondo unitevi.