Venezia, la figlia primogenita della libertà.- William Wordsworth
Venezia, la figlia primogenita della libertà.
Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna.
Un ambasciatore è un uomo onesto mandato all'estero a dire bugie per il bene del suo paese.
Spesso la saggezza è più vicina quando ci chiniamo che quando c'innalziamo in volo.
La parte migliore della vita di un uomo buono sono i suoi piccoli, ignoti, dimenticati atti di gentilezza e di amore.
Non totalmente ignari, e non completamente nudi, ma trascinando nuvole di gloria discendiamo da Dio, che è la nostra casa.
Una visita al mastodontico spaccio della Levi's produce l'equivalente commerciale della "sindrome di Stendhal", il malessere che le meraviglie turistiche di Firenze e Venezia provocano nel turista impreparato.
Del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega.
La gondola nera, slanciata, e il modo in cui si muove, lieve, senza rumore alcuno, ha qualcosa di strano, una bellezza da sogno, ed è parte integrante della città dell'ozio, dell'amore e della musica.
Se fossi nato in Olanda che sta sotto il livello del mare e stupidamente lo deride, non avrei mai scritto una poesia su questa Venezia idiota che tutti salvano a parole e a colpi di interpellante mano.
Lontana dal mondo e dal tempo, staccata. Immobile e imperitura, Venezia bisogna rispettarla fin dove è possibile. Noli me tangere dice.
Venezia è come mangiare tutta in una volta una scatola di cioccolatini al liquore.
Se dovessi cercare una parola che sostituisce "musica" potrei pensare soltanto a Venezia.
Venezia, metà donna, metà pesce, è una sirena che si disfà di una palude dell'Adriatico.
Venezia e Milano, se avessero fatto l'accordo secoli fa, non sarebbe arrivato neanche Napoleone.