scrittore russo
Dio è il dolore della paura della morte.
I motivi delle azioni umane sono sempre molto più complessi di quanto si possa spiegare e raramente possono essere descritti in modo corretto.
I geni e gli inventori, all'inizio della loro carriera (e molto spesso anche alla fine), sono stati sempre considerati dalla società nient'altro che degli imbecilli.
Vi sarà l'uomo nuovo, felice, superbo. Colui al quale sarà indifferente vivere o non vivere, quello sarà l'uomo nuovo. Colui che vincerà il dolore e la paura, sarà lui Dio. E quell'altro Dio non ci sarà più.
Non c'è dubbio che la pavidità e la totale assenza d'iniziativa personale sono state sempre considerate ? e vengono considerate tuttora ? come la caratteristica migliore e più essenziale di una persona pratica.
La libertà illimitata e arbitraria si autonega; o non sopporta se stessa, consegnandosi alla legge, oppure si dissolve in uno stato di noia e di indifferenza autodistruttiva, culminando nel suicidio.
L'umanità troverà in se stessa la forza di vivere per la virtù anche senza credere nell'immortalità dell'anima! La troverà nell'amore per la libertà, per l'uguaglianza, per la fratellanza.
Non importa amare o odiare, fare il bene o fare il male, se ciò conduce inesorabilmente a commettere l'unico vero peccato, che è quello di distrarsi dal prossimo perché travolti dalla propria passione.
Talvolta la virtù può trionfare sulla malvagità, sul libero pensiero, sul vizio e sull'invidia.
La lussuria genera la lascivia, la lascivia la crudeltà.
L'uomo, oltre a volere la felicità, ha un eguale, identico bisogno anche della sventura.
Il prossimo mi sembra impossibile amare, a differenza forse di chi sta lontano.
Ogni moralità trae la sua origine dalla religione, perché la religione è soltanto la formula della moralità.
È pericoloso reprimere nei giovani l'orgoglioso entusiasmo.
Nelle mie fantasie del sottosuolo non mi sono mai figurato l'amore se non come una lotta, che facevo cominciare sempre dall'odio e finire con l'asservimento morale.
Il terrore consiste in una morbosa sensazione di paura, di qualche cosa che non potrei ben definire neppure io, di un non so che d'inconcepibile, d'inesistente nell'ordine delle cose, ma che pur deve assolutamente, forse proprio in quel medesimo istante, avverarsi.
Non è che io non accetti Dio, è soltanto che in tutta umiltà Gli restituisco il biglietto.
L'uomo ama vedere il suo migliore amico umiliato davanti a lui. Per la maggior parte degli uomini, l'amicizia è fondata sull'umiliazione.
Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni.
È un vigliacco l'uomo!... Ed è un vigliacco chi per questo lo chiama vigliacco.