Bisogna essere buoni come il pane ... che ognuno può prendere per soddisfare la propria fame.- Adam Chmielowski
Bisogna essere buoni come il pane ... che ognuno può prendere per soddisfare la propria fame.
La bontà, che non è mai bonacciona, è difficile perché presuppone la forza di fare i conti con la complessità del reale, in cui coesistono bene e male, fraternità e violenza.
Ad una persona buona non può capitare nulla di male: né in vita né in morte, le cose che lo riguardano non vengono trascurate dal Dio.
L'uomo è buono finché gli conviene.
Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un rimpianto. Dura invece la bontà, come l'incenso nel chiuso tabernacolo, la carità fatta non invecchia mai, ed è sempre sorella alla carità da farsi.
Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che di intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e bontà.
Le persone sono fondamentalmente buone. La chiave è trovare la bontà che hanno nel profondo, girarla e sfruttarla a proprio vantaggio.
Essere buono e vivere una vita buona significa dare agli altri più di ciò che prendiamo loro.
La bontà vera non l'artificiosa, quasi direi, la mercantile condiscendenza ad ogni desiderio altrui, conquista gli animi più delle superbe violenze, più dei dottissimi raziocini.
La bontà che nasce dalla stanchezza di soffrire è un orrore peggio che la sofferenza.
Essere buoni con chi non ti ha caro richiede non solo molta benevolenza ma anche molto tatto.