Nella debolezza fisica risiede quasi sempre la causa della vigliaccheria personale.- Adolf Hitler
Nella debolezza fisica risiede quasi sempre la causa della vigliaccheria personale.
Al vincitore non si chiederà se abbia raccontato o no la verità. Nei preparativi e nell'inizio di una guerra non è il fatto di avere ragione che conta ma la vittoria.
L'arte deve proclamare imponenza e bellezza e quindi rappresentare purezza e benessere.
Un individuo, posto in una compagnia, o in un battaglione, circondato dai suoi commilitoni, si getterà più di buon grado nella lotta, che se fosse solo. Nelle masse si sente ben protetto, anche se vi fossero mille prove per pensare il contrario.
Quaggiù il successo è il solo metro di giudizio di ciò che è buono o cattivo.
Lo Stato non rappresenta un fine ma un mezzo. Esso è la premessa della formazione d'una superiore civiltà umana, ma non è la causa di questa. La causa è riposta solo nella presenza d'una razza idonea alla civiltà.
Trovare per ognuno il punto debole è l'arte di piegare a proprio talento le altrui volontà.
Non si è degni di avere ciò che ci si lascia prendere per debolezza; non se ne è degni perché non se ne è capaci.
Osserva i tuoi nemici, perché scopriranno per primi i tuoi punti deboli.
L'impotenza genera la paura. Distrugge le nostre reazioni, l'intelligenza, il buon senso, e apre la porta alla debolezza.
L'uomo forte crea lui gli eventi, l'uomo debole subisce quelli che il destino gli impone.
Ci sono due generi di debolezza: quella che si piega e quella che si spezza.
Solo i deboli hanno paura di essere influenzati.
Il morire per fuggire la povertà o l'amore o una sofferenza qualsiasi non è da uomo coraggioso, ma piuttosto da vile: è una debolezza quella di fuggire i travagli, e chi in tal caso affronta la morte non lo fa perché è bello, ma per fuggire un male.
Tutta la debolezza tende a corrompere, e l'impotenza corrompe in modo assoluto.
La più grande debolezza della violenza è l'essere una spirale discendente che da' vita proprio alle cose che cerca di distruggere. Invece di diminuire il male, lo moltiplica.