Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto.- Adolf Hitler
Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto.
Una concezione del mondo, non essendo mai disposta a fare a metà con un'altra, non può essere disposta a collaborare con un regime che essa condanna; ma sente il dovere di combattere questo regime e tutto il mondo d'idee degli avversari, con ogni mezzo, e di apprestarne il crollo.
Tutto ciò che è grande in questo mondo è frutto di un solo vincitore. I successi riportati da coalizioni portano già in sé il germe di futuri sgretolamenti.
Un peccato di gioventù è quando si è giovani e non lo si commette.
Chi non ha nessuna sensibilità per la Storia è come un uomo senza il senso dell'udito o della vista.
Nella debolezza fisica risiede quasi sempre la causa della vigliaccheria personale.
La vita non si occupa del bene e del male, ma di vittorie e di sconfitte.
I perdenti hanno tonnellate di varianti. I campioni hanno il vanto di imparare a battere gli stessi vecchi noiosi colpi vincenti.
Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai.
Non c'è vittoria spirituale che non sia necessario ogni giorno vincere di nuovo.
È solo il combattimento che ci compiace, non la vittoria.
Il timore di un danno frena. L'azione logora. La prospettiva di un vantaggio incita.
La battaglia per la libertà non è mai persa, perché non è mai vinta.
Quando esamino la fama conquistata dagli eroi e le vittorie dei grandi generali, non invidio i generali.
Ho una scaramanzia. La domenica compro la Settimana enigmistica e cerco di risolvere i quesiti della sfinge. Credo che riuscendoci l'Inter poi vinca.
Ho scoperto che se si vogliono vincere le partite, è meglio essere pronti ad adattarsi.