Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto.- Adolf Hitler
Al vincitore nessuno chiederà mai conto di quello che ha fatto.
Fedeltà, abnegazione, taciturnità sono virtù di cui un grande popolo ha necessità: l'insegnarle e il perfezionarle nella scuola è più importante di molte cose che oggi riempiono i nostri programmi scolastici.
I partiti politici sono aperti al compromesso, le concezioni del mondo no.
Chi parla d'una missione del popolo tedesco sulla Terra, deve sapere che questa può solo consistere nella formazione d'uno Stato ravvisante il suo compito supremo nella conservazione e nell'incremento degli elementi più nobili, rimasti illesi, della nostra nazione; anzi, dell'intera umanità.
Il mondo sarà nostro! Eliminate senza pietà tutti quelli che oseranno opporsi.
La Dea Fortuna vi passa accanto solo per un istante e se non siete pronti ad afferrarla per la veste, non avrete più una seconda possibilità.
Nell'evoluzione della vera coscienza una contraddizione è il primo passo verso una vittoria.
Il pacifismo ha fatto un fiasco totale, oggi il mondo è coperto dei cadaveri di ragazzi. L'unica grande vittoria dei pacifisti fu quella di aver raggiunto la firma del trattato antinucleare. Una settimana dopo Mao, lui che era un simbolo, buttò l'atomica.
Se in battaglia un uomo ne vincesse mille, e un altro vincesse se stesso, il vero vincitore sarebbe il secondo.
Io considero la vittoria come una pietra miliare su un'autostrada molto lunga.
Nessun vincitore crede al caso.
Dà ottimi risultati intraprendere le cose serie con spirito sportivo... Ho perso diverse tornate? Bene, ma, se persevero, alla fine vincerò.
Se c'è una cosa che essere un vincitore non garantisce è la salvezza dei propri figli.
Vincere è sempre una grande tentazione: il prezzo è la perdita dell'uguaglianza.
Se vi è vittoria nello sconfiggere il nemico se ne ha una maggiore quando l'uomo vince se stesso.
I generali non sanno che le battaglia le vincono gli storici.