Chi è vincente ora sembrerà sempre invincibile.- George Orwell
Chi è vincente ora sembrerà sempre invincibile.
All'età di cinquant'anni ogni uomo ha la faccia che si merita.
Da qualunque parte vi volgiate, questa maledizione della differenza di classe vi si para dinanzi come una muraglia. O meglio, non tanto come un muraglia quanto come la parete di vetro di un acquario; è così facile fingere che non ci sia e così impossibile penetrarla.
Il motivo sottinteso di molti socialisti, credo, è semplicemente un senso ipertrofico dell'ordine. L'attuale stato di cose li offende non perché causi miseria ma perché è disordinato; ciò che essi fondamentalmente desiderano, è ridurre il mondo a qualche cosa che assomiglia una scacchiera.
Se vuoi un'immagine del futuro, immagina uno stivale che schiaccia una faccia umana per sempre.
Lo sport serio non ha nulla a che fare col fair play. È colmo di odio, gelosie, millanterie, indifferenza per ogni regola e piacere sadico nel vedere la violenza: in altre parole, è la guerra senza le sparatorie.
La guerra è un'azione d'eserciti offendentisi in ogni guisa, il cui fine si è la vittoria.
Il solo tipo di battaglie degne di essere combattute sono quelle che andrai a perdere perché qualcuno deve combatterle e perderle e perderle e perderle fino a che un giorno qualcuno che crede come tu stai credendo le vince.
Ci sono molte vittorie peggiori di una sconfitta.
Il valore delle operazioni militari risiede nella vittoria, non nel temporeggiare.
La vittoria ha cento padri ma la sconfitta è orfana.
La stitichezza ha questo di bello: ci dà il senso della lotta e il piacere, poi, della vittoria.
Quando vivi intensamente, capisci presto che la cosa più facile, più normale, è il fallimento. Però solo dai fallimenti ricavi una lezione. La nostra generazione è segnata dai fallimenti. Eppure si potrebbe dire che procede di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale.
Il momento della vittoria è troppo breve per vivere solo di quello e niente altro.
Nessun vincitore crede al caso.
La pace ha le sue vittorie, non meno celebri di quelle della guerra.