A vincere senza pericolo, si trionfa senza gloria.- Pierre Corneille
A vincere senza pericolo, si trionfa senza gloria.
A raccontare i propri mali, spesso vi si porta sollievo.
Un bugiardo è sempre prodigo di giuramenti.
Un po' di durezza sta bene alle anime grandi.
I nostri successi più felici sono contaminati dalla tristezza.
Un servigio al di sopra di ogni ricompensa, costringendo a troppa gratitudine, diventa quasi un'offesa.
Ho lottato, è già tanto, ho creduto nella mia vittoria. È già qualcosa essere arrivati fin qui: non aver temuto morire, l'aver preferito coraggiosa morte a vita da imbecille.
Sono i vinti che governano il mondo.
La mia vittoria all'Olimpiade di Londra '48: Misi la testa fuori, vidi il punteggio e, per la seconda volta nella storia, un uomo camminò sull'acqua.
Non possono esservi transazioni, non possono esservi mezzi termini, non può esservi pace che garantisca a metà la stabilità di un paese. La vittoria deve essere totale.
Ferire il nemico, è la vittoria; il criminale, è la giustizia; l'innocente, l'omicidio.
Quando ci si cimenta in una gara, solo la vittoria libera dalla tensione della prova.
La vera vittoria è la vittoria sull'aggressione, una vittoria che rispetti l'umanità del nemico rendendo così inutile un ulteriore conflitto.
Non da ogni palma della vittoria nascono noci di cocco.
Discutendo, polemizzando e contraddicendo, a volte si può anche vincere; ma è una vittoria di Pirro perché non si otterrà mai la simpatia dell'avversario.
Le vittorie sui nemici meritano inni, quelle sui propri fratelli e amici canti funebri.