In fondo non c'è idea cui non si finisca per fare l'abitudine.- Albert Camus
In fondo non c'è idea cui non si finisca per fare l'abitudine.
Viene sempre il momento in cui bisogna scegliere fra la contemplazione e l'azione. Ciò si chiama diventare un uomo.
Per secoli si è punito l'omicidio con la pena capitale, eppure la razza di Caino non è scomparsa.
Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell'immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.
Ci sono negli uomini più cose da ammirare che da disprezzare.
Cos'è un ribelle? Un uomo che dice no.
La coscienza di un'idea generale ha all'interno una certa "unità dell'io", che è identico quando passa da una mente all'altra. È, quindi, molto simile a una persona, e in effetti, una persona è solo un particolare tipo di idea generale.
Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici.
Le idee sono come le tette: se non sono abbastanza grandi si possono sempre gonfiare.
Non interessano le idee che appartengono a tutti. Meritano attenzione le idee che appartengono a uno solo.
Non c'è uomo che non abbia il diritto di esigere che si ascoltino le sue idee, anche se fosse il solo ad averle.
Meno idee si hanno e meno si è disposti a cambiarle.
Nessuna maledizione più grande di un'idea propaganda attraverso la violenza.
Le idee si riferiscono alle esperienze dei sensi, ma non possono mai derivarne logicamente. Per questa ragione non ho mai potuto comprendere la questione dell'a priori nel senso di Kant.
L'idea vive tutta nello sforzo che facciamo per intenderla, vive cioè quando non esiste ancora. Perciò in ogni idea persistono sempre zone d'ombra, irresolute. L'idea perfettamente chiara, perfettamente compresa, è un'idea morta.
Quando, a proposito di un'idea, si dice che si è d'accordo sul principio significa che non si ha la minima intenzione di realizzarla.