Una certa continuità nella disperazione può generare la gioia.- Albert Camus
Una certa continuità nella disperazione può generare la gioia.
È un fatto ben noto che noi riconosciamo sempre la nostra patria quando siamo sul punto di perderla.
Gli errori sono allegri, la verità è infernale.
Che abiezione, che schifo, che senso di vomito sentirci crescere dentro quella stessa viltà e quell'impotenza che abbiamo disprezzato negli altri.
Il fine giustifica i mezzi? È possibile. Ma chi giustificherà il fine? A questa domanda che il pensiero lascia in sospeso, la rivolta risponde: i mezzi.
Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.
Essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di ridere e scherzare per non sentire che dentro si ha voglia di piangere.
Non disperarti, non anche per le situazioni che non lo richiedono.
- Abba sono disperato. - L'importante è che della tua disperazione non ti faccia una poltrona su cui sederti.
L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato.
Per l'uomo che prega molto non esistono disperazione né amara tristezza.
Noi generalmente cambiamo noi stessi per due ragioni: ispirazione o disperazione.
Il matrimonio è una cosa disperata.
La disperazione è la conclusione degli stolti.
Bisogna toccare il fondo per poter risalire.
In breve, la disperazione cerca il proprio ambiente così infallibilmente come l'acqua cerca il proprio livello.