Non c'é moralista più severo del piacere.- Albert Einstein
Non c'é moralista più severo del piacere.
Uccidere in guerra non è affatto meglio che commettere un banale assassinio.
Ci sarà sempre una penna per scrivere il futuro, ma non ci sarà mai una gomma per cancellare il passato.
Se in un primo momento l'idea non è assurda, allora non c'è nessuna speranza che si realizzi.
Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla.
La guerra non è un gioco da salotto in cui tutti rispettano le regole. Quando ci sono in ballo la vita e la morte, le regole e gli obblighi vanno a farsi benedire. Qui soltanto il ripudio totale della guerra può essere utile.
Non esiste una cosa come il puro piacere; un po' di ansia si accompagna sempre ad esso.
Il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura.
L'essenza del piacere è la spontaneità.
Non è nella novità, è nell'abitudine che troviamo i più grandi piaceri.
Il piacere è un subbietto speculativo, e non reale; un desiderio, non un fatto; un sentimento che l'uomo concepisce col pensiero, e non prova; o per dir meglio, un concetto, e non un sentimento.
I voraci consumatori di piaceri devono avere i sensi molto inibiti per andar cercando apparati così complicati.
Non c'è piacere sulla terra che valga la pena di sacrificare per amore di cinque anni aggiuntivi nella corsia geriatrica della Casa di Riposo per Anziani Sunset a Weston.
Il piacere è l'istante in cui fugge lo scetticismo.
Per le case, per la via Scorre libero il piacere; Un'amabile follia La ragion rapisce e il cor.
L'uomo è spinto dal piacere; la donna dal significato del piacere.