Esistono mani fatate che possono diventare "fatali".- Alda Merini
Esistono mani fatate che possono diventare "fatali".
Gli anni sono come le piramidi: contengono sempre qualche morto.
L'uovo nasce incolume e muore contrito.
A volte succedono cose strane, un incontro, un sospiro, un alito di vento che suggerisce nuove avventure della mente e del cuore. Il resto arriva da solo, nell'intimità dei misteri del mondo.
Chi si nasconde nella tenerezza non conosce il fuoco della passione.
Il poeta non dorme mai ma in compenso muore spesso.
Una fatalità incombe sulla superiorità fisica e intellettuale: la stessa fatalità che sembra inseguire, attraverso la storia, i passi incerti dei re. Meglio vale non distinguersi dai propri simili.
Non si deve confondere destino con fatalità. Se è bello armonizzare con il proprio destino, non bisogna che l'anima diventi lo strumento della fatalità. Nel primo caso si ha l'accettazione attiva: ed è bene; nel secondo caso si ha la rassegnazione passiva: ed è male.
All'infuori di questa unica fatalità della morte, tutto gioia o fortuna è libertà, e rimane un mondo, di cui l'uomo è il solo padrone.