Ma perché scrivo? È l'unico mio conforto.- Ambrogio Bazzero
Ma perché scrivo? È l'unico mio conforto.
Ama chi piange. Ricordati che le lagrime sono il battesimo della virtù.
La mente cerca senza trovare nei labirinti della filosofia: il cuore trova senza cercare nel giardino della giovinezza.
È uno spavento per me l'udire l'immoralità dalla bocca di una donna giovane.
E se la vita è una commedia, perché non a tutti gli attori fu data la maschera?
Imparò che le dita ci furono date da natura per contare le vendette da farsi: segnar croce colla penna è da monaco, tagliare colla spada da cavaliere: si vive collo usbergo maledetto, si muore coll'abito immacolato di qualche monistero.
Niente di peggio che lavorare a orario fisso: si produce scrittura burocratica.
Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile.
Tutta la scrittura è cochonnerie.
Per la scrittura io ho fatto tutto, mi sono ridotto persino a vivere.
La scrittura dal punto di vista della logica è sempre imperdonabile, ma dal punto di vista della scrittura è indispensabile.
Nella scrittura si adatta l'evidenza alla conclusione cui si vuole arrivare e raramente si dice la verità.
La parola scritta dovrebbe essere il farsi corpo di un pensiero secondo la necessità naturale e non l'involucro di un'opinione secondo l'opportunità sociale.
L'arte dello scrivere consiste nel ripetere cose già dette e nel ripeterle in modo che la gente creda di leggerle per la prima volta.
Scrivere è continuare, inseguire al di là della tenebra quel fanalino fuggente che è l'uomo.
Scrivere è piangere con l'inchiostro, sporcare carta e le idee degli altri. Scrivere è vomitare in pubblico e ridere una pazzia frenata.