Cogito ergo sum, ergo scrivo, ergo mi autopubblico, ergo mi autoleggo e chi s'è visto s'è visto. Stringi stringi: che bisogno c'è dell'editore?
- Massimiliano Parente
Mi pubblico io. Che bisogno c'è del lettore?
Mi leggo io.
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Il nostro commento
In un mondo dove la tecnologia ha reso l'autopubblicazione accessibile a tutti, il concetto di essere sia autori che lettori della propria opera diventa sempre più realistico. La frase di Massimiliano Parente esprime questa idea con ironia e franchezza: non abbiamo bisogno degli editori o dei critici per giudicare la qualità del nostro lavoro, basta semplicemente pubblicarlo e leggerlo noi stessi. Questo approccio ribalta il tradizionale rapporto tra autore ed editore, dando ai creatori l'opportunità di esprimersi senza intermediari.
Tuttavia, questo non significa che la qualità della produzione si deteriora automaticamente: anzi, può aprire nuove possibilità creative e permettere a più voci diverse di emergere. L'autopubblicazione è un modo per superare le barriere tradizionali dell'industria editoriale e raggiungere direttamente il pubblico desiderato.