Venerazione. L'atteggiamento spirituale di un uomo verso Dio e di un cane verso un uomo.- Ambrose Bierce
Venerazione. L'atteggiamento spirituale di un uomo verso Dio e di un cane verso un uomo.
Vanità: Il tributo di un imbecille ai meriti dell'asino più prossimo.
Dolore. Stato d'animo particolare che può essere di origine fisiologica, se il corpo subisce qualche malanno, o psicologica, se ci tocca assistere alla fortuna di qualcun altro.
Ragionare. Calcolare le probabilità sulla bilancia dei desideri.
Lunare. Abitante della Luna, da non confondersi con il lunatico che dalla luna è invece abitato.
Prete. Gentiluomo che sostiene di conoscere la giusta direzione per raggiungere il Paradiso, e pretende di estorcerci un pedaggio per quel tratto di strada.
La religione è davvero così di plastica che si può ridurre la devozione a oggettistica?
Gli italiani, con la loro religiosità esteriore fatta di processioni, di madonne che piangono, di statue che sanguinano, alla fin fine se ne fregano.
La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Ciò non basta; bisogna anche accordare la pratica della devozione alle forze, agli impegni e ai doveri di ogni persona.
La devozione perpetua a quelli che un uomo chiama i suoi affari può essere sostenuta solo da una perpetua negazione di ogni altra cosa.
Qualche devoto dirà che il caso è il soprannome della Provvidenza.
In Italia non c'è niente di sacro, tranne l'osso dove si prendono i calci.
Devozione. Leggera forma di aberrazione mentale provocata da cause diverse; in amore da un surplus di pressione sanguigna; in materia religiosa da dispepsia cronica.
Incurabilmente religioso, questo è il modo migliore di descrivere la condizione mentale di così tanta gente.
I così detti istituti pii, quanto meglio sopprimergli e incamerargli!
È un errore, anzi un'eresia, voler escludere l'esercizio della devozione dell'ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, dalle case dei coniugati.