Vanità: Il tributo di un imbecille ai meriti dell'asino più prossimo.- Ambrose Bierce
Vanità: Il tributo di un imbecille ai meriti dell'asino più prossimo.
Egoismo. Padre di tutte le virtù.
Libertà. 1. Esenzione da un piccolo numero di vincoli tra le migliaia imposte all'uomo. 2. Sistema politico di cui ogni nazione ritiene di possedere il monopolio. 3. Uno dei beni più preziosi dell'immaginazione.
Rivoluzione. In campo politico viene così chiamato il brusco passaggio da una forma a un'altra di malgoverno.
Sposa. Una donna con una buona prospettiva di felicità dietro di lei.
Passaporto: Documento inflitto con l'inganno ad alcuni cittadini la cui unica colpa è quella di volersi recare all'estero. Esso li addita al pubblico disprezzo come stranieri e li espone ad ogni sorta di rappresaglia e di abuso.
Siamo talmente vanitosi, che la stima di cinque o sei persone che ci stanno intorno, ci allieta e ci appaga.
Chi scrive contro la vanità vuole la gloria di avere scritto cose giuste, e i loro lettori la gloria di leggere cose giuste, e io che scrivo questo ho lo stesso desiderio, come forse anche coloro che lo stanno leggendo.
Forse egli esagerava oltre ogni limite l'infelicità della propria situazione, ma alle persone vanitose succede sempre così.
Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità.
La modestia è una forma raffinata di vanità. È una menzogna.
L'ambizione non è che una semplice vanità passata di grado.
La vanità è una delle grandi virtù, eppure quanta poca gente riconosce in essa una qualità da ammirare e da emulare. Quanti uomini, quante donne hanno trovato la salute nella vanità! Eppure l'uomo mediocre va carponi alla ricerca della modestia!
Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro confusa vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo.
Che cos'è la vanità dell'uomo più vanitoso in confronto a quella del più modesto, nel sentirsi, nella natura e nel mondo, «uomo»