Vanità: Il tributo di un imbecille ai meriti dell'asino più prossimo.- Ambrose Bierce
Vanità: Il tributo di un imbecille ai meriti dell'asino più prossimo.
Risoluto. Chi si mostra ostinato in una direzione da noi approvata.
Empietà. L'altrui irriverenza nei confronti del mio dio personale.
Rapporto intimo. Relazione nella quale vengono trascinati degli sciocchi per la loro mutua distruzione.
Vigliacco. Chi, nell'emergenza del pericolo, pensa con le proprie gambe.
Pigrizia. Un'ingiustificata rilassatezza di costumi da parte di una persona di basso ceto.
Caro compatriota, devo umilmente confessarlo. Sono sempre stato pieno di vanità da scoppiare. Io, io, io, ecco il ritornello della mia cara vita, riecheggiante in tutto quel che dicevo.
La vittoria della vanità non è la modestia, tanto meno l'umiltà, è piuttosto il suo eccesso.
I vanitosi sentono solo le lodi.
La vanità gioca dei brutti scherzi alla memoria.
La vanità, insaziato cormorano, consumato tutto il resto, addenta le sue viscere.
La felicità non sta nell'essere amati: questa è soltanto una soddisfazione di vanità mista a disgusto. La felicità è nell'amare.
Zero, non volendo andar nudo, s'è vestito di vanità.
Che cos'è la vanità dell'uomo più vanitoso in confronto a quella del più modesto, nel sentirsi, nella natura e nel mondo, «uomo»
Il peccato del nostro secolo è la vanità, e questa fra tutte le schiave è la più vile.
Lo schiavo ha la propria vanità, non vuole obbedire che al più grande dei despoti.