Vanità: Il tributo di un imbecille ai meriti dell'asino più prossimo.- Ambrose Bierce
Vanità: Il tributo di un imbecille ai meriti dell'asino più prossimo.
Marito. Uno che avendo pranzato, deve preoccuparsi di rigovernare.
La pazienza è una forma ridotta di disperazione, travestita da virtù.
Quando il tuo amico ti tiene teneramente le mani puoi stare tranquillo, perché puoi tenere d'occhio le sue.
Arte. Parola che non ha nessuna definizione.
Non lavorare nella giornata di sabato, ma vai a vedere giocare la squadra di calcio.
Il vanitoso parlerà di una gaffe o di una stupidaggine che ha commesso, piuttosto che privarsi del piacere di parlare della propria amata persona.
Che animale vorace è la vanità! Si nutre sia del successo che dell'insuccesso, della fortuna come della disgrazia, dell'amore come dell'odio, e in caso di necessità riesce a vivere del proprio grasso, diventando anzi ancora più grassa.
Lo schiavo ha la propria vanità, non vuole obbedire che al più grande dei despoti.
Quando la vanità si placa l'uomo è pronto a morire e comincia a pensarci.
La virtù non andrebbe molto lontano se non fosse accompagnata dalla vanità.
La vanità, insaziato cormorano, consumato tutto il resto, addenta le sue viscere.
Si è vanitosi per natura, modesti per necessità.
È necessario rinunciare ad ogni superficialità, ad ogni convenzione, ad ogni vanità e ad ogni illusione.
Che cos'è la vanità dell'uomo più vanitoso in confronto a quella del più modesto, nel sentirsi, nella natura e nel mondo, «uomo»
Per l'uomo lo specchio serve solo alla sua vanità; la donna ne ha bisogno per assicurarsi della propria personalità.