La vanità sovente, come la gelosia, coincide con l'orgoglio.- Carlo Maria Franzero
La vanità sovente, come la gelosia, coincide con l'orgoglio.
Se non esistessero le convenzioni e i pregiudizi, l'immoralità non avrebbe motivo di sussistere. Nulla è di per sé morale o immorale.
Fortunati coloro che si assorbono quasi per egoismo nell'avvenire e vivono per sé e di ciò che li circonda, e non si curvano su se stessi a perscrutarsi nelle sfumature dei sentimenti e nella contemplazione del passato!
Gli spiriti audaci sono, per la critica, audaci in quanto creano delle idee. Creare delle idee è come coniare delle monete e metterle in circolazione. Dopo, ognuno se ne serve fino a logorarle.
Che è mai la modestia? Un sentimento convenzionale, l'ipocrisia applicata all'auto-giudizio.
La gelosia nasce sempre con l'amore, ma non sempre muore con lui.
La morale sessuale è un palliativo della gelosia. Essa tende a evitare il confronto con la capacità virile di un altro. La gelosia è il timore di questo confronto.
Gelosia. L'altra faccia dell'amore.
La gelosia è un abbaiare di cani che attira i ladri.
La gelosia è la malattia dell'anima.
Soltanto le persone che evitano di suscitare la gelosia meritano che se ne abbia per loro.
Era talmente geloso che sentiva i tormenti dell'uomo che stava ingannando, e allora prendeva la donna per il collo.
La perfidia femminile ha questo di buono, che guarisce dalla gelosia.
La gelosia è un misto d'amore, d'odio, d'avarizia e d'orgoglio.
Curioso: le donne insignificanti sono sempre gelose dei loro mariti, le belle non lo sono mai. Sono sempre così occupate a essere gelose dei mariti delle altre.