Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze.- Giacomo Leopardi
Tutto è vanità fuorché le belle illusioni e le dilettevoli frivolezze.
Certo, l'ultima causa dell'essere non è la felicità, perocchè niuna cosa è felice.
Tutti gli uomini per necessità nascono e vivono infelici.
Il silenzio è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell'amore (anche nei momenti dolci) dell'ira, della meraviglia, del timore.
La stima non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.
La stima è come un fiore, che pestato una volta gravemente o appassito, mai più non ritorna.
La vanità e la felicità sono incompatibili.
La vanità sovente, come la gelosia, coincide con l'orgoglio.
Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.
La felicità non sta nell'essere amati: questa è soltanto una soddisfazione di vanità mista a disgusto. La felicità è nell'amare.
Tutto il mondo degli affari è costruito sull'egoismo, la vanità e la soddisfazione personale. Ed è una grandissima stronzata pretendere che non sia così.
Ciò che simboleggia meglio la vanità di tutte le cose, fama letteraria compresa, è il fiore di zucca: dura appena lo spazio di un giorno, poi appassisce e muore.
Ma non è forse una vanità credersi superiori al mistero o ignorarlo?
Dove ci conduce la vanità? Il savio ha mille ragioni quando afferma che la vanità è la nemica della felicità.
La frivola vanità, cormorano insaziabile, non esita a pascersi di sé stessa.
La vanità gioca orrendi scherzetti alla nostra memoria.