Prima di percorrere la mia strada io ero la mia strada.- Antonio Porchia
Prima di percorrere la mia strada io ero la mia strada.
L'infinita luce non riuscì ad aprire i miei occhi del tutto. L'infinita notte, riuscirà a chiudere i miei occhi del tutto?
La mia voce mi dice: "Cosi è tutto". E l'eco della mia voce mi dice: "Cosi sei tu".
Alcune cose diventano tanto nostre che le dimentichiamo.
Chi fa un paradiso del suo pane, della sua fame fa un inferno.
Ci vuole molto poco per riempire un grande cuore.
Chiunque voglia trovare la propria strada in questo mondo, deve cominciare ammettendo di non sapere dove si trova.
Anche se una persona sbaglia, perde la strada, la strada non è perduta per sempre.
Chi torna per la vecchia strada per imparare il nuovo, può essere considerato un maestro.
Mentre per l'uomo comune il proprio patrimonio conoscitivo è la lanterna che illumina la strada, per l'uomo geniale è il sole che rivela il mondo.
Se la strada si fa stretta, bisogna cedere il passo. Se un cibo è saporito bisogna cederne una parte. È questo il modo più sicuro di avere un rapporto felice col mondo.
La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto.
Basta seguire la strada e prima o poi si fa il giro del mondo. Non può finire in nessun altro posto, no?
Ho imparato molto presto che: "Senza una canzone, il giorno non ha fine... senza una canzone, un uomo non ha amici... senza una canzone, la strada non ha curve... senza una canzone." Per questo motivo io continuo a cantare una canzone.
Ciascuno può essere un ponte tra culture e religioni diverse, una strada per scoprire la nostra comune umanità.
La strada dell'eccesso porta al palazzo della saggezza.