Non sono i più forti, o i più belli, a vincere nelle Olimpiadi; ma prima di tutto coloro che partecipano.- Aristotele
Non sono i più forti, o i più belli, a vincere nelle Olimpiadi; ma prima di tutto coloro che partecipano.
La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli.
Il saggio impara molte cose dai suoi nemici.
La più piccola iniziale deviazione dalla verità si moltiplica, via via che procede, mille volte tanto.
Quello che spinse gli uomini alla scienza è lo stupore.
Che cosa invecchia presto? La gratitudine.
Goethe era un rispettabile cittadino, un pedante, un noioso, uno spirito universale, ma segnato col marchio di fabbrica tedesco, l'aquila bicipite. La serenità di Goethe, la sua tranquilla, olimpica disposizione, non è altro che il sonnolento stupore di una divinità borghese tedesca.
Finire secondo alle Olimpiadi ti procura l'argento. Finire secondi in politica ti procura l'oblio.
L'importante non è vincere ma partecipare.
I Giochi Olimpici sono stati creati per l'esaltazione e la glorificazione del singolo atleta.
Continuare fino al 2012? Non lo so, ma perché escluderlo. È come quando partorisci: maledici il dolore, ma poi il figlio in braccio ti dà la voglia di un altro bambino. Così è per la medaglia e le Olimpiadi.
Tànatos. Che per nascere occorra morire, lo sanno anche gli uomini. Non lo sanno gli olimpici. Se lo sono scordato. Loro durano in un mondo che passa. Non esistono: sono. Ogni loro capriccio è una legge fatale. Per esprimere un fiore distruggono un uomo.
Niente di ciò che ho fatto professionalmente raggiunge la sensazione provata quando ho cantato con John Farnham nel 2000 per i Giochi Olimpici di Sydney.
I veri valori olimpici sono quelli che dimostrano quanto una persona possa raggiungere grandi traguardi attraverso lavoro, sacrificio, rinunce: Alfieri disse "Volli, sempre volli, fortissimamente volli".
Sei così imbecille che se facessero le olimpiadi degli imbecilli tu arriveresti secondo. Come perché? Perché sei imbecille.