Ciascuno giudica bene ciò che conosce, e solo di questo è buon giudice.- Aristotele
Ciascuno giudica bene ciò che conosce, e solo di questo è buon giudice.
Se la natura non fa nulla d'incompiuto né invano, è necessario che la natura abbia fatto tutto a causa degli uomini.
Le scienze matematiche in particolare mostrano ordine, simmetria e limite: e queste sono le più grandi istanze del bello.
Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.
Gli inferiori si ribellano per poter essere uguali e gli uguali per poter essere superiori. È questo lo stato d'animo da cui nascono le rivoluzioni.
L'amore è composto da un'unica anima che abita due corpi.
Le cose grandi vanno giudicate con animo grande, altrimenti si finisce per vedere in esse i didetti che sono in noi.
Gli uomini devonsi più tosto pesare con la stadera del mugnaio che con la bilancia dell'orafo; ed è convenevol cosa lo esser presto di accettarli non per quello che essi veramente vagliono, ma, come si fa delle monete, per quello che corrono.
È curioso come nelle grandi città vieni giudicato per ciò che fai, in provincia per ciò che sogni di essere.
Non giudichiamo senza proposito delle cose più grandi.
È proprio perché uno non sa fare una cosa, che ne è il miglior giudice.
Ci sono più uomini giudicati per il colore delle loro cravatte che per il valore delle loro azioni.
Non giudicare le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare.
Quando si è troppo giovani non si può giudicare bene, e neppure quando si è troppo vecchi.
Non si possono giudicare gli uomini dal volto: essi si conoscono bene solo alla prova.
Non giudicare gli uomini dalla diversità dei monumenti funebri e delle tombe che adornano le strade: la cenere rende tutti uguali.