Giudica un uomo dalle sue domande, piuttosto che dalle sue risposte.- Voltaire
Giudica un uomo dalle sue domande, piuttosto che dalle sue risposte.
È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria.
L'eresia è il frutto di un po' di scienza e d'ozio.
Lo amavo come si ama per la prima volta, con idolatria, con passione.
Io posseggo una dignità e una potenza, che l'ignoranza e la credulità mi hanno procurata, io cammino sulle teste degli uomini prosternati ai miei piedi; se essi si rialzano e mi guardano in faccia io sono perduto. Bisogna dunque che io li tenga curvi a terra con catene di ferro.
Se la prima regola dell'amicizia è quella di coltivarla, la seconda regola è quella di essere indulgenti quando la prima è stata infranta.
Gli uomini si giudicano meglio dal basso verso l'alto che dall'alto in basso.
Non si possono giudicare gli uomini dal volto: essi si conoscono bene solo alla prova.
Gli uomini devonsi più tosto pesare con la stadera del mugnaio che con la bilancia dell'orafo; ed è convenevol cosa lo esser presto di accettarli non per quello che essi veramente vagliono, ma, come si fa delle monete, per quello che corrono.
Non bisogna giudicare gli uomini dalle loro amicizie: Giuda frequentava persone irreprensibili!
Non giudichiamo senza proposito delle cose più grandi.
Quando si è troppo giovani non si può giudicare bene, e neppure quando si è troppo vecchi.
L'uomo giudica tutto dal minuto presente, senza comprendere che giudica solo un minuto: il minuto presente.
Le cose grandi vanno giudicate con animo grande, altrimenti si finisce per vedere in esse i didetti che sono in noi.
Non giudicare gli uomini dalla diversità dei monumenti funebri e delle tombe che adornano le strade: la cenere rende tutti uguali.