Riunire la cortesia con l'orgoglio costituisce un capolavoro.- Arthur Schopenhauer
Riunire la cortesia con l'orgoglio costituisce un capolavoro.
Colui che ha una grande ricchezza in sé stesso è come una stanza pronta per la festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre.
Il credente non si lascerebbe strappare la sua fede né tramite argomentazioni né tramite proibizioni. E se anche la cosa riuscisse nel caso di qualcuno, sarebbe una crudeltà. Chi per decenni ha preso sonniferi, naturalmente non può dormire se ne viene privato.
Scuri in viso, lasciamo passare senza goderne infinite ore piacevoli e serene, ma quando poi arrivano quelle brutte, riguardiamo con vana nostalgia alle prime.
Solo il cambiamento è eterno, perpetuo, immortale.
È fuori di dubbio che le dottrine della fede basate sull'autorità, sul miracolo e sulla rivelazione, sono un ripiego unicamente adatto all'infanzia dell'umanità.
La cortesia è notoriamente una moneta falsa come lo sono i gettoni: il volerla lesinare dimostra quindi mancanza di intelligenza, così come l'esserne prodighi una prova di acume.
La cortesia è per l'uomo ciò che il calore è per la cera.
La cortesia è un tacito accordo da parte di due persone, di ignorare l'una dell'altra la misera natura morale e intellettuale, e di non rinfacciarsela a vicenda, tanto da farla venire in luce un po' meno, con vantaggio di ambedue le parti.
Cortesia. Ascoltare discorsi su cose che sapete benissimo da chi non ne sa nulla.
Cortesia è saggezza, e quindi scortesia è ottusità. Farsi dei nemici con un'insolenza non necessaria rappresenta una frenesia, quale potrebbe essere quella di incendiare la propria casa.
Non è una cortesia voler portare il bastone a un paralitico.