Non si dà malvagità senza qualche parto d'imbecillità.- Arturo Graf
Non si dà malvagità senza qualche parto d'imbecillità.
Chi in un'arte è diventato maestro, può senza danno scordarsi le regole.
Quand'anche la felicità fosse cosa possibile, la vita è sì breve che non ci sarebbe tempo ha procacciarla, e meno ancora a goderla.
Triste l'uomo in cui più nulla rimanga del fanciullo.
Nel viaggio della vita non si danno strade in piano: sono tutte o salite o discese.
La vera modestia nulla ha da spartire con l'umiltà e la pusillanimità.
Solo il tempo rivela l'uomo giusto; il malvagio, invece, lo riconosci in un giorno solo.
È questa la vera malvagità, non sapere nemmeno che si è malvagi.
Il buono vive in società, il malvagio da solo.
Come definiresti l'uomo malvagio? Quel tipo d'uomo che ammira l'innocenza. E una donna malvagia? Quel tipo di donna di cui un uomo non si stanca mai.
La malvagità è un mito inventato dai buoni per spiegare lo strano fascino degli altri.
Anche se l'uomo ha rimosso nell'inconscio i suoi impulsi malvagi e vorrebbe dirsi che non è responsabile di essi, qualcosa lo costringe ad avvertire questa responsabilità come un senso di colpa il cui motivo gli è sconosciuto.
C'è malvagità in un'intenzione malvagia, anche se l'atto non viene perpetrato.
I malvagi sono colmi di pentimento.
Vedere e ascoltare i malvagi è già l'inizio della malvagità.