Tra la gloria e la celebrità passa la stessa differenza che tra una dea e una pettegola.- Arturo Graf
Tra la gloria e la celebrità passa la stessa differenza che tra una dea e una pettegola.
I novantanove centesimi della critica che si fa tra gli uomini non nasce già dall'amore del vero, ma da presunzione, arroganza, acrimonia, litigiosità, astio gelosia.
Degno veramente del nome di uomo è colui che obbedisce a una sua legge interiore alla quale nessuna legge esteriore potrebbe mai accrescere o scemare autorità e forza.
Nulla è da temere da uomo che pensi abitualmente alla morte.
Se tu sarai stato del tutto inutile agli altri, sarai pure stato del tutto inutile a te stesso.
La peggior povertà non è di chi non abbia abbastanza, ma di chi sempre desideri più che non ha.
Infelice colui che legge la sua gloria nello sguardo volubile del pubblico.
La gloria non è una presunzione. Non è una medaglia al valore. La gloria appartiene all'atto di essere costanti con qualcosa di più grande di te stesso, per una causa, per i principi, per la gente di cui ti fidi e per coloro che fanno affidamento su di te.
Colui il quale teme di perdere la gloria, è sicuro che la perderà.
Passa la gloria del mondo, senza gloria, senza mondo, senza un miserabile panino alla mortadella.
Non c'è nulla di nobile nell'essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell'essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri.
Ogni idea politica è un organismo vivo. I partiti sono quasi sempre destinati a diventare dei grandi cadaveri gloriosi.
La gloria è simile a un cerchio d'acqua che non smette mai di allargarsi, fino a che si disperde in un nulla.
Oltre a essere effimera, la gloria non è priva di conseguenze.
La gloria la si deve acquistare, l'onore invece è sufficiente non perderlo.
Gloria non di virtù figlia a che vale?