La fede non è confortevole, deve invece renderci inquieti.- Ben Weasel
La fede non è confortevole, deve invece renderci inquieti.
Entrare davvero nel cuore della fede è veramente l'ultimo tabù.
La fede, a mio avviso, è un processo di irrigidimento, una sorta di amido mentale.
La fede è la risposta dell'uomo a Dio che gli si rivela e gli si dona, apportando nello stesso tempo una luce sovrabbondante all'uomo in cerca del senso ultimo della vita.
L'uomo si trova al bivio fra due opposti che non sono il male e il bene ma il male e la fede.
Uomini che non hanno la fede, come me, si appoggiano a piccoli fantasmi. Perciò frugo con ammirazione nella scrittura sacra la presenza del più colossale dei fantasmi, la divinità.
Certe volte le cose funzionano solo perché sei tu a pensare che funzionino. È una definizione di fede che ne vale tante altre.
Speranza, di fatto, è una parola centrale della fede biblica - al punto che in diversi passi le parole fede e speranza sembrano interscambiabili.
Guai se la fede è vecchia di un'ora.
La tua fede è debole, se non si può perdere.
Tanto va la fede alla vita (alla vita reale, s'intende, con ciò che essa ha di più precario), che alla fine questa fede si perde.
Nell'atto di fede c'è sempre un momento in cui bisogna chiudere gli occhi e buttarsi in acqua con cuore intrepido e senza garanzia apparente.