Radicchio o bistecca, viviamo della morte degli altri.- Camillo Sbarbaro
Radicchio o bistecca, viviamo della morte degli altri.
Tutti i momenti possiamo morire ma, in ogni caso, non prima di domani.
La forza dell'aforisma è nella sua perentorietà, come quella dello sgherro nel ceffo. Forza-sopruso.
Si potesse nella vita tenere il passo del vero camminatore: lo stesso in discesa che in salita.
Chi ti loda si incensa.
La vita ha bisogno d'un alibi: quello dell'aldilà, quello dell'arte. Se non altro, dell'alibi della prole. A sé la vita non basta.
Se in Italia vigesse il motto biblico: "Chi non lavora non mangia", molti italiani sarebbero condannati alla morte per fame.
Noi siamo in verità molto più di ciò che mangiamo, ma ciò che mangiamo può nondimento aiutarci ad essere molto più di ciò che siamo.
Mangiare carne senza allegria e musica, procura una cattiva digestione.
Più che mangiare, siamo mangiati dal cibo che ci impongono.
Se tu mangi due polli e io nessuno, statisticamente risulta che ne abbiamo mangiato uno ciascuno.
Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare.
Meno le persone sanno di come vengono fatte le salsicce e le leggi e meglio dormono la notte.
Gli obesi vivono di meno: però mangiano di più!
È bene, nella vita come ad un banchetto, non alzarsi né assetati né ubriachi.
Una vitamina è una sostanza che fa sentire malati se non la si mangia.