Se il mondo va male è perché io stesso vado male.- Carl Gustav Jung
Se il mondo va male è perché io stesso vado male.
La società è organizzata non tanto dalla legge quanto dalla tendenza all'imitazione.
Un essere metafisico in genere non si mette in contatto con noi per telefono.
L'incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c'è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati.
Né il medico né il paziente devono cullarsi nella speranza che l'analisi da sola basti ad eliminare la nevrosi. Sarebbe un inganno e un'illusione. In fin dei conti è sempre il fattore morale che opera la scelta tra malattia e salute.
Mai si fa il male così a fondo e così allegramente quando lo si fa per obbligo di coscienza.
Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rimangano in silenzio.
In ciascuno di noi vi è un istinto di male. Anzi, il bene e il male vivono accumunati e indistinti nello spirito nostro.
Non fate il male, e il male non esisterà.
Se varie cose che sarebbero potute andar male non l'hanno fatto, alla fine scoprirai che sarebbe stato meglio se l'avessero fatto.
Il male che gli uomini compiono si prolunga oltre la loro vita, mentre il bene viene spesso sepolto insieme alle loro ossa.
C'è una certa solidarietà e un'infamia condivisa tra il governo che fa il male e il popolo che lo lascia fare. Soffrire è una cosa venerabile, subire è una cosa disprezzabile.
Peggio che il non aver pietà dei mali altrui, l'impietosire sui propri mali.
In fondo è facile sopportare i propri mali, basta un po' di forza d'animo; i mali insopportabili sono quelli, spesso apparentemente ingiusti, che toccano agli altri.
Si sa che talvolta satana viene come un uomo di pace.