Se il mondo va male è perché io stesso vado male.- Carl Gustav Jung
Se il mondo va male è perché io stesso vado male.
Chi è atteggiato nel senso dell'introversione, pensa, sente, agisce in maniera tale da lasciare intendere chiaramente che la sua determinazione principale è il soggetto, mentre all'oggetto compete tutt'al più un valore secondario.
La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell'universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell'anima.
Un essere metafisico in genere non si mette in contatto con noi per telefono.
Non essendo l'inconscio solamente un riflesso reattivo ma un'attività autonoma, produttiva, il suo campo d'esperienza è un mondo proprio, una realtà propria, di cui possiamo dire che agisce su di noi come noi agiamo su di essa, come lo diciamo del campo d'esperienza del mondo esteriore.
Ogni tipo di dipendenza è cattiva, non importa se il narcotico è l'alcol o la morfina o l'idealismo.
La non collaborazione al male è un obbligo come lo è la collaborazione al bene.
Ributtare da sé i mali non necessari è degno dell'uomo; ma anche più degno sopportare con animo forte i necessari.
Chi è risoluto a fare del male, trova sempre il pretesto.
I mali congiungono gli uomini.
Sono in migliaia ad accanirsi contro le ramificazioni del male, ma solo uno a colpirne la radice.
Imparando a conoscere i mali della natura, si disprezza la morte; imparando a conoscere quelli della società, si disprezza la vita.
Scusare il male significa moltiplicarlo.
Niente può essere un male quand'è secondo natura.
A chi tende a far male non mancheranno mai occasioni.
Non fate il male, e il male non esisterà.