I mali sono meno dannosi alla felicità che la noia.- Giacomo Leopardi
I mali sono meno dannosi alla felicità che la noia.
Passano anni interi senza che noi proviamo un piacer vivo, anzi una sensazione pur momentanea di piacere. Il fanciullo non passa giorno che non ne provi. Qual è la cagione? La scienza in noi, in lui l'ignoranza. Vero è che così viceversa accade del dolore.
Noi veniamo rapiti dalla bellezza di un fiore o dal silenzio di un bosco, e non ci rendiamo conto che dietro quel fiore e quel bosco c'è sempre una lotta per la vita.
Arcano è tutto, fuor che il nostro dolor.
La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.
Un uomo tanto meno e tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione.
Una lingua tagliente è l'unico strumento acuminato che migliora con l'uso costante.
Possibile che non si possa vivere senza far male agli innocenti?
In ciascuno di noi vi è un istinto di male. Anzi, il bene e il male vivono accumunati e indistinti nello spirito nostro.
Non fate il male, e il male non esisterà.
Nessuno può farti più male di quello che fai tu a te stesso.
Il male è l'illimitato, ma non è l'infinito.
Una verità su un male, se detta senza arte, è un male. Deve essere preziosa in sé. Allora concilia col male e col dolore per l'esistenza dei mali.
Cosi come l'orrore è la misura dell'amore, la sete del male è la misura del bene.
Non viene dall'esterno il nostro male: è dentro di noi, sta nelle stesse nostre viscere e, perciò, difficilmente possiamo guarire: ignoriamo di essere malati.
La pia finzione secondo la quale il male non esiste lo rende soltanto vago, enorme e minaccioso.