Si ha l'esperienza del male solo vietandoci di compierlo; o, se lo si è compiuto, pentendosene.- Simone Weil
Si ha l'esperienza del male solo vietandoci di compierlo; o, se lo si è compiuto, pentendosene.
L'attenzione assolutamente pura è preghiera.
Preferiamo un inferno reale che un paradiso immaginario.
Gli amanti e gli amici desiderano due cose: di amarsi al punto di entrare l'uno nell'altro e diventare un solo essere e di amarsi al punto che la loro unione non ne soffra, quand'anche fossero divisi dalla metà del globo terrestre.
Oggi non è sufficiente essere santo: è necessaria la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anch'essa senza precedenti.
Il mondo ha bisogno di santi che abbiano genio come una città dove infierisce la peste ha bisogno di medici.
Se gli dèi esaudissero le preghiere degli uomini, l'umanità verrebbe dissolta a causa di tutti i mali che gli uomini si invocano l'un l'altro.
Il male vince sempre grazie agli uomini dabbene che trae in inganno; e in ogni età si è avuta un'alleanza disastrosa tra abnorme ingenuità e abnorme peccato.
È da lì che proviene tutto il male: Dio è un uomo.
Vinci il male che puoi vincere: il male che non puoi vincere, sopporta.
Tutti siamo impastati di bene e di male, ma questo ultimo bisogna vincerlo.
Il genere umano non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.
Il male è l'illimitato, ma non è l'infinito.
Se qualcosa può andar male, lo farà.
Innanzi tutto è più facile respingere il male che governarlo, non accoglierlo che moderarlo, una volta accolto, perché, quando si è insediato da padrone in un animo, diventa più forte di chi dovrebbe governarlo e non si lascia troncare ne rimpicciolire.
Il filosofo rimane confuso, vedendo quanti mali bisogna tollerare, e quanti talvolta favorire, perché il male non cresca fuor di misura.