Il povero soldato fu condannato a morte lontan dalla consorte, vicino al colonnel...- Carlo Sgorlon
Il povero soldato fu condannato a morte lontan dalla consorte, vicino al colonnel...
Il destino di noi soldati è quello di uccidere uomini che sono già tutti condannati a morte dalla natura. Non è pazzesco?
Ogni cosa viene edificata, innanzi tutto dentro di noi, perché il primo materiale è sempre la forza morale, la volontà e la determinazione di arrivare fino in fondo.
Non bisogna pensare troppo, a questo mondo. Se no si diventa matti.
Ognuno di noi crede di essere libero di scegliere la propria esistenza, ma non fa altro che seguire orbite prestabilite.
Ogni soldato ha un occhio sulla schiena.
Non pretendo mai che un soldato pensi.
I generali ordinano ai loro soldati di uccidere e di combattere per una causa che hanno da tempo dimenticato.
I soldati non si espongono alla morte, sono mandati al massacro.
Non chiedo oro per me, non voglio compensi da voi; non come mercanti di guerra, ma come guerrieri, col ferro non con l'oro decideremo della nostra vita e della vostra.
I vecchi soldati non muoiono mai, svaniscono lentamente.
Se un soldato non può che vincere, non è un buon soldato, è un buon macellaio.
I soldati sono cittadini di una grigia terra di morte.