Mai disperarsi, perché la disperazione anticipa la morte.- Cesare Marchi
Mai disperarsi, perché la disperazione anticipa la morte.
I peccati esigono calorie, la gola gliele fornisce.
L'ira, furor brevis come la chiamò Orazio, fomenta risse allo stadio, tumulti di disoccupati davanti alla prefettura e parolacce in parlamento.
L'accidia è pigrizia, negligenza nel fare il bene, nel compiere i propri doveri verso se stessi e verso la collettività.
La superbia scava abissi di odio tra i sottomessi e i soprastanti, continuamente pungolati, quest'ultimi, dall'insana smania di eccellere.
In questa terra di lacrime, ci restano due piaceri: amare una bella donna e fumare un sigaro toscano.
Non importa quanto sia effimero, un romanzo è qualcosa, mentre la disperazione non è nulla.
Tutto ciò che è finito, è difettoso. E il difetto costituisce una delusione per il cuore, che anela all'assoluto. La delusione si allarga, diviene il sentimento di un gran vuoto... Non c'è nulla per cui valga la pena di esistere. Non c'è nulla, che sia degno che noi ce ne occupiamo.
In grandi pericoli e quando la speranza è scarsa, i consigli più audaci sono i più sicuri.
Cristo è risorto sempre, dappertutto. Il vuoto è il segno della sua pienezza. La disperazione è l'accesso alla speranza. Il nichilismo può essere la premessa alla fede.
Spesso la disperazione ha vinto le battaglie.
Può anche succedere che una sera, a causa dello sguardo attento di qualcuno, si provi il bisogno di comunicargli, non la propria esperienza, ma semplicemente un po' di quei particolari disparati legati da un filo invisibile che minaccia di spezzarsi e che chiamiamo il corso di una vita.
La felicità è un mito inventato dal diavolo per farci disperare.
Lasciate che il vostro cuore soffra per l'afflizione e la disperazione degli altri.
In tutte le lacrime indugia una speranza.