Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.- Cesare Pavese
Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.
La letteratura è una difesa contro le offese della vita.
Non fidarti delle donne quando ammettono il male.
Tutto questo fa schifo. Non parole. Un gesto. Non scriverò più.
Le cose si ottengono quando non si desiderano più.
Non c'è niente che sappia di morte più del sole in estate della gran luce, della natura esuberante. Tu fiuti l'aria e senti il bosco e ti accorgi che piante e bestie se ne infischiano di te. Tutto vive e si macera in se stesso. La natura è la morte.
L'immortalità è il ricordo che si lascia nella memoria degli uomini. Quest'idea spinge a grandi imprese. Meglio sarebbe non aver vissuto che non lasciare tracce della propria esistenza.
Il motivo fondamentale della fede nell'immortalità è il nostro impulso di conservazione. Le obiezioni a questo proposito sono alquanto inutili. L'uomo non vuole soccombere per sempre.
Alcune persone credono in un Dio, in un'immortalità perché non s'attentano d'opporsi a un'idea così terribile.
Aumentano gli anni e diminuiscono le probabilità di diventare immortali.
Non voglio raggiungere l'immortalità con il mio lavoro. Voglio arrivarci non morendo.
L'immortalità è lavorare a un compito eterno.
L'umanità non si lascia togliere nessun errore che le giova. Crederebbe all'immortalità anche se sapesse il contrario.
Desiderare l'immortalità è desiderare la perpetuazione in eterno di un grande errore.
L'immortalità si paga cara: bisogna morire diverse volte mentre si è ancora in vita.