Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.- Cesare Pavese
Immortale è chi accetta l'istante. Chi non conosce più un domani.
Ma morire è proprio questo - non più sapere che sei morta.
Nel sogno sei autore e non sai come finirà.
A che serve passare dei giorni se non si ricordano?
Non è che accadono a ciascuno cose secondo un destino, ma le cose accadute ciascuno le interpreta, se ne ha la forza, disponendole secondo un senso, vale a dire, un destino.
Nelle parole c'è qualcosa d'impudico.
Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri e per il mondo resta ed è immortale.
Alcune persone credono in un Dio, in un'immortalità perché non s'attentano d'opporsi a un'idea così terribile.
L'umanità non si lascia togliere nessun errore che le giova. Crederebbe all'immortalità anche se sapesse il contrario.
Immortalità. La condizione di un uomo morto che non crede d'essere morto.
Il motivo fondamentale della fede nell'immortalità è il nostro impulso di conservazione. Le obiezioni a questo proposito sono alquanto inutili. L'uomo non vuole soccombere per sempre.
Questi che esaltano tanto l'incorruttibilità, l'inalterabilità, etc., credo che si riduchino a dir queste cose per il desiderio grande di campare assai e per il terrore che hanno della morte; e non considerano che quando gli uomini fussero immortali, a loro non toccava a venire al mondo.
Se l'uomo fosse immortale, riuscireste ad immaginare a quanto ammonterebbe il conto del macellaio?
L'immortalità si paga cara: bisogna morire diverse volte mentre si è ancora in vita.
Aumentano gli anni e diminuiscono le probabilità di diventare immortali.