Fra l'infanzia e il troppo tardi: là in mezzo. Là in mezzo c'è adesso.- Chiara Gamberale
Fra l'infanzia e il troppo tardi: là in mezzo. Là in mezzo c'è adesso.
Sul Pianeta Noi si deve creare quest'equilibrio matto fra l'attenzione massima e il chissenefrega.
L'altrove è la nostra unica reale possibilità di casa.
Succede che fra tutte le persone senza senso, una ti pare ce l'abbia.
Le persone affascinanti sono pericolose. Sono bugiarde, sono fragili, t'ammazzano, s'ammazzano, le persone affascinanti non esistono, sono riflessi che passano su uno specchio stregato che ti fa vedere quello che hai bisogno di vedere tu.
L'amore non è una sfida, all'altro o a noi stessi. È stare bene con una persona.
Essere contemporanei significa porre l'accento su quanto, nel presente, delinea qualcosa del futuro.
Il passato e il presente sono i nostri mezzi; solo il futuro è il nostro fine.
Una preoccupazione per il futuro non solo ci previene dal vedere il presente così com'è ma spesso ci spinge a riadattare il passato.
Disgraziatamente gli uomini (e le donne) sanno vivere soltanto il loro presente. Voglio dire che a cinquant'anni è molto facile dimenticarsi di come si ragionava e ci si comportava a venti.
A torto si lamentan li omini della fuga del tempo, incolpando quello di troppa velocità, non s'accorgendo quello essere di bastevole transito; ma bona memoria, di che la natura ci ha dotati, ci fa che ogni cosa lungamente passata ci pare esser presente.
Se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E se migliorerai il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore. Ogni giorno porta con sé l'Eternità.
L'uomo non pensa mai all'avvenire, se non quando gli dà noja il presente.
Quando fate amicizia con il momento presente, non importa dove siate, vi sentirete a casa. Quando non vi sentite a casa nell'Adesso, non importa dove andiate, porterete con voi il disagio.
Quando arriva il tempo in cui si potrebbe, è passato quello in cui si può.
Avere la forza di accogliere il presente comunque esso sia e non protestare. Non è fatalismo, o passività stupida. No, è saggezza profonda, nel senso in cui si dice che vivere è imparare a morire.