Il sonno è un rituffarsi nel caos.- Christian Friedrich Hebbel
Il sonno è un rituffarsi nel caos.
Il primo uomo mette l'intimo del frutto, il nocciolo, sotto la terra che lo produsse, per gratitudine e sacrificio. E la terra crea un nuovo albero.
Se non si può pensare completamente un pensiero, a uno pare di perdere una parte del suo io, anzi quasi, come se fosse intimamente legato in qualche posto e se ne fosse tentato invano di liberare. Ogni pensiero è un possesso che bisogna conquistare all'universo, alla potenza che lo tiene stretto.
Rivedersi è, molto spesso, l'autentica separazione.
La gioia rende l'uomo socievole, il dolore lo allontana dagli altri.
Senza dubbio il sogno è per lo spirito ciò che il sonno è per il corpo.
Ogni sera, quando vado a dormire, io muoio. E la mattina dopo, quando mi sveglio, sono rinato.
Un professore è uno che parla nel sonno di qualcun altro.
Hanno tutti un libro, un disco, un film da girare. Ma il giorno dopo stanno male, è sonno vegetale, l'occasione della vita chiama, hanno spento il cellulare.
Poter addormentarsi quando si è stanchi e poter deporre un peso che si è portato per tanto tempo, è una delizia, è un fatto meraviglioso.
Le persone che dicono di dormire come un bambino di solito non ne hanno uno.
Ridi e il mondo riderà con te. Russa e dormirai da solo.
Nel sonno, la psiche si isola dal mondo esterno e si ritrae dalla periferia... Però il legame non è completamente interrotto: se non udissimo e se non sentissimo già durante il sonno, non potremmo neppure svegliarci.
Oggi ho saltato il mio pisolino dopo pranzo. Dormivo ancora.
Un uomo che dorme tiene intorno a sé, in cerchio, il filo delle ore, gli ordini degli anni e dei mondi.
Il legno sul quale poserà il mio lungo sonno in un paesaggio a me ignoto ora si scuote al vento.