Il sonno è un rituffarsi nel caos.- Christian Friedrich Hebbel
Il sonno è un rituffarsi nel caos.
Nessuno può aggiungere niente a un albero, a un fiore. Così una vera opera d'arte.
L'umanità non si lascia togliere nessun errore che le giova. Crederebbe all'immortalità anche se sapesse il contrario.
Se non si può pensare completamente un pensiero, a uno pare di perdere una parte del suo io, anzi quasi, come se fosse intimamente legato in qualche posto e se ne fosse tentato invano di liberare. Ogni pensiero è un possesso che bisogna conquistare all'universo, alla potenza che lo tiene stretto.
Si può passeggiare con una pistola carica, si può passeggiare con una pistola scarica, ma non si può passeggiare con una pistola che non si sa se sia carica o scarica.
Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile.
Il sonno viene come l'avanzare della marea. Opporsi è impossibile. È un sonno così profondo che né lo squillo del telefono né il rumore delle auto che passano fuori mi arrivano all'orecchio. Nessun dolore, nessuna tristezza laggiù: solo il mondo del sonno dove precipito con un tonfo.
Non potremo mai più odiare chi abbiamo veduto dormire.
Quel sonno mirabile, di cui dormono solo i fortunati che non sanno che siano né emorroidi, né pulci, né troppo elevate capacità intellettuali.
Troppo a pezzi per dormire, troppo stanco per stare sveglio.
Tosto s'opprime chi di sonno è carco, ché dal sonno a la morte è un picciol varco.
Dammi il tempo che tempo non sia. Dammi un sogno che sonno non dia.
Il sonno non ti vizia e non puoi fare senza.
Non c'è sonno che per l'innocenza, i colpevoli non dormono mai.
Un certo torpore dell'animo e del corpo che è cagionato talvolta dall'avvicinamento del sonno, è piacevolissimo. Il sonno stesso non è piacevole se non in quanto è torpore, dimenticanza, riposo dai desideri, dai timori, dalle speranze, e dalle passioni d'ogni sorta.