Bisogna pure dare un senso al caos crudele che piomba addosso.- Claudio Magris
Bisogna pure dare un senso al caos crudele che piomba addosso.
Fare il proprio dovere, non esagerare, opporre la pazienza all'angoscia della storia e della vita.
La confusione della piazza è, come sempre, un riflesso della confusione della reggia.
L'umorismo è la sentinella della ragione, consapevole dei suoi limiti e pronta a cogliere la comicità ma anche la violenza di chi li viola. Chi oltraggia la logica fa ridere.
La cultura del «parliamone» rischia talvolta di tradursi in una verbosa retorica, in un'involontaria e involontariamente comica parodia della democrazia.
Il mistero è anzitutto l'al di qua, la giornata terrestre con le attese, i ricordi, gli amori, le piccole pene e le piccole gioie, intrise di fragile argilla e di eternità.
In questo istante, sulla terra, si ripete il caos; ma tutto ci sembra normale.
Ben venga il caos, perché l'ordine non ha funzionato.
Nel caos in cui sprofondiamo vi è più logica che nell'ordine, l'ordine di morte in cui ci siamo mantenuti per tanti secoli e che si disgrega sotto i nostri passi automatici.
Durante il terremoto nessuno guarda una galleria artistica.
Io accetto il caos, ma non son sicuro che lui accetti me.
Caos è il nome che indica un peculiare pre-oggetto del mondo nella sua totalità e del signoreggiare cosmico.
Il carattere complessivo del mondo è il caos per tutta l'eternità, non nel senso di un difetto di necessità, ma di un difetto di ordine, di articolazione, forma, bellezza, sapienza e di tutto quanto sia espressione delle nostre estetiche nature umane.
In ogni caos c'è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto.