L'ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.- Confucio
L'ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle.
Il prodigo è arrogante e l'avaro è meschino. È preferibile la meschinità all'arroganza.
Poiché vogliamo insegnare agli altri la via della virtù, incominciamo dall'entrarvi noi medesimi, e ci seguiranno.
Chi vede il giusto e non lo fa è senza coraggio.
A quindici anni mi impegnai a imparare; a trenta sapevo reggermi in piedi; a quaranta non ebbi più dubbi; a cinquanta conobbi la volontà del Cielo; a sessanta il mio orecchio si fece obbediente; a settanta posso seguire i desideri dell'animo senza infrangere le regole.
Quel che cerca l'uomo superiore è in lui stesso; quel che cerca l'uomo dappoco è negli altri.
Il solo frutto che gli uomini cavano dalla ignoranza è che possono essere superbi.
I libri possono servire per sedercisi sopra. Sarà che non leggo un libro, che non vado al cinema, non ho la televisione. La mia ignoranza è la mia cultura.
Quanto più uno è ignorante tanto più è audace e pronto a scrivere.
Gli analfabeti devono sempre dettare.
Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.
Le parole che hanno avvelenato il cuore di un figlio, pronunciate per meschinità o per ignoranza, si sedimentano nella memoria e lasciano un marchio indelebile.
Gli insulti degli ignoranti bisogna ascoltarli senza scomporsi, e se uno aspira alla virtù deve disprezzare il disprezzo stesso.
Il passato è passato, ma il presente, da cui dipende strettamente il futuro, non può essere ignorato. Quest'ignoranza rappresenta un vero pericolo.
La morte è l'ignoranza della vita: quanti uomini morti si aggirano tra i viventi.