Sapere sia di sapere una cosa, sia di non saperla: questa è conoscenza.- Confucio
Sapere sia di sapere una cosa, sia di non saperla: questa è conoscenza.
Chi vede il giusto e non lo fa è senza coraggio.
Chi torna per la vecchia strada per imparare il nuovo, può essere considerato un maestro.
Avere la coscienza pulita è segno di cattiva memoria.
Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una.
Per una parola un uomo viene spesso giudicato saggio, e per una parola viene spesso giudicato stupido. Dunque dobbiamo stare molto attenti a quello che diciamo.
Risalta meravigliosamente bene dai lavori mirabili ai quali Keplero ha consacrato la sua vita, che la conoscenza non può derivare dall'esperienza sola, ma che occorre il paragone fra ciò che lo spirito umano ha concepito e ciò che ha osservato.
Il dubbio è il lievito della conoscenza.
Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione; attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione; sino a includere tutte le creature viventi e l'interezza della natura nella sua bellezza.
È sicuramente meglio conoscere cose che non servono a niente, piuttosto che non conoscere niente.
Bisogna conoscere sé stessi. Anche se questo non servisse a trovare la verità, servirebbe a regolare la propria vita, e non c'è nulla di più giusto.
La conoscenza di Dio senza la conoscenza della propria miseria genera l'orgoglio. La conoscenza della propria miseria senza la conoscenza di Dio genera la disperazione.
Conoscere significa distinguere, sapere che una cosa è quella e non tutte le altre, con cui pure ha molto in comune, così come una persona è quell'individuo, unico e irripetibile, e non tutti gli altri cui pure per certi versi tanto assomiglia.
Non merita di essere conosciuto se non ciò che può non essere insegnato.
Ci sono tre cose estremamente dure: l'acciaio, un diamante, e conoscere sé stessi.
Si può conoscere tutto, eccetto sé stessi.