Conoscenza del vero, conoscenza del nero.- Mario Andrea Rigoni
Conoscenza del vero, conoscenza del nero.
Soltanto quando siamo maturi per morire intravediamo come avremmo dovuto vivere.
Ciò che si dice la conoscenza consiste nel ricondurre l'ignoto al noto; ma la vera conoscenza, la conoscenza essenziale, non dovrebbe procedere nel senso opposto?
Soltanto perché è l'evento più naturale e quotidiano la magia appare così incredibile.
A differenza del talento o del genio la stupidità non può essere nascosta: appartiene alla sua natura l'urgenza di manifestarsi.
Non mentiamo a noi stessi, abbiamo tutti bisogno di perseguire qualche scopo nella vita, fosse pure quello, assai raro, di non avere nessuno scopo.
Sapere sia di sapere una cosa, sia di non saperla: questa è conoscenza.
Chiunque si prenda la briga di ergersi a giudice nel campo delle verità e della conoscenza, viene mandato in rovina dalle risa degli dei.
La cosa più difficile è conoscere sé stessi.
La conoscenza umana è incerta, inesatta e parziale.
Chiamo trascendentale ogni conoscenza che si occupa non di oggetti, ma del nostro modo di conoscenza degli oggetti in quanto questa deve esser possibile a priori.
Per conoscere la strada che hai di fronte, chiedi a chi è sulla via del ritorno.
Fede e conoscenza rinchiuse nella medesima testa non vanno d'accordo; ci stanno come un lupo e una pecora chiusi nella medesima gabbia: e la conoscenza è il lupo che minaccia di divorare la vicina.
La conoscenza è l'artificio che la vita ha inventato per dimenticare ciò che essa è: una vertigine immane.
Il desiderio di conoscenza, come la sete di ricchezza, aumenta continuamente con l'acquisto.
La vera conoscenza non si accumula, la si smaltisce.